Mindfulness: consapevolezza

Minduflness

Mi piace pensare che le parole siano veicoli di concetti, ma talvolta capita di trovarsi di fronte a parole di cui conosciamo il senso, ma in un modo vago. Le abbiamo sentite pronunciare, le abbiamo viste scritte, ma se dovessimo spiegarle andremo incontro a qualche problema.
Credo sia capitato a tutti.
A me accadde con la parola Mindfulness.
Mastico l’inglese e quindi potevo intuire che il senso fosse quello della consapevolezza, ma cosa fosse veramente non l’avevo capito da subito.

Il senso del termine è quello di consapevolezza,ma una consapevolezza speciale, particolare. Una descrizione classica del termineci vene fornita da Jon Kabat-Zinn, uno dei primi a sperimentare questo approccio. “Mindfulness signfica prestare attenzione
a) con intenzione,
b) al momento presente,
c) in modo non giudicante”.

La nostra attenzione va coltivata in una presenza del momento presente, all’esperienza del momento.Qui.Adesso.

La Mindfulness è connessa anche con il termine meditazione, la meditazione della consapevolezza. Si tratta infatti di una delle principali tradizioni meditative del buddhismo classico. Una forma di meditazione iniziale che sia adeguato e adatto a contesti quotidiani, un’esperienza quotidiana, nella vita di tutti i giorni.

Questa introduzione mi è sembrata normale, perché chi si avvicendasse a questa pratica non facesse, come del resto avevo fatto io, confusione. La Mindfulness non è una tecnica di rilassamento, né tanto meno una forma di trance, non serve per svuotare la mente. Non è una modalità per garantirsi un facile benessere psicofisico. Talvolta l’ho sentita menzionare come una sorta di SPA emozionale capace di farci accettare tutto ciò che ci circonda, accogliendo in modo acritico ciò che ci accade. Una sorta di esercizio passivo di accettazione.

La Mindfulness è un processo semplice di maggiore presenza al qui e ora, che ci permette di aprirci ad esperienze inaspettate e alla grande ricchezza del momento presente, da vivere in modo pieno. Ma non è solo questo. Questo atteggiamento ha inevitabilmente un suo lato “negativo”: il disagio, la sofferenza, il dolore.
Niente va respinto o negato, ed è proprio questo atteggiamento che fa di questa pratica un grande momento di crescita.
Il lato negativo non può essere eliminato e allora la Mindfulness ci permette di entrare in relazione più diretta con il disagio e la sofferenza, imparare a rivolgere piena attenzione, a fare spazio anche a quello che non ci piace, che non vorremmo o che ci fa soffrire.
La dove tutti rifuggono con stratagemmi inefficaci la Mindfulness ci da modo di affrontarlo individuando le vie e i modi più efficaci per gestire o risolvere le cause di sofferenza. A volte anche attingendo a intuizione creative.
Un metodo che può applicarsi davvero a molti ambiti per garantirci uno stile di vita più salutare, appunto più consapevole.

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